FINE CORSA 2025

enter image description here

Recensione del Film "Fine Corsa" di Giorgio Viali

"Fine Corsa", opera di Giorgio Viali, si presenta come un intenso e toccante viaggio attraverso le vite di Celeste e Orfeo, due figure emblematiche che incarnano la fragilità umana di fronte a contesti di abuso, isolamento e perdita. La narrazione è costruita attraverso una serie di scene che, pur nella loro semplicità apparente, si intrecciano in un racconto profondo e stratificato.

Atmosfera e Stile Visivo

Viali riesce a creare un'atmosfera palpabile di solitudine e tensione. Le ambientazioni, dalla lavanderia pubblica all’ufficio di polizia, sono impregnate di un realismo crudo che riflette le esperienze di vita dei personaggi. La scelta dei colori è significativa: tonalità fredde e desaturate accompagnano Celeste nel suo percorso di sofferenza, mentre momenti di calore, come quelli trascorsi con la madre, risaltano per il contrasto, rendendo la sua assenza ancora più straziante.

Le inquadrature sono studiate con attenzione, enfatizzando il distacco di Celeste dal mondo che la circonda. Scene come quella della fermata dell’autobus e delle pulizie notturne, in cui Celeste è circondata da altri personaggi ma comunque isolata, catturano perfettamente il senso di alienazione che permea la sua vita.

Tematiche e Personaggi

Il film affronta tematiche di grande rilevanza sociale, come la violenza di genere e le dinamiche di potere nelle relazioni. Celeste, interpretata con una sensibilità straordinaria, è una donna che vive in un costante stato di vulnerabilità, intrappolata in una spirale di abusi e indifferenza. La sua interazione con gli altri personaggi, dalla mamma alla zia, fino ai colleghi e Orfeo, evidenzia il contrasto tra la ricerca di connessione e la cruda realtà dell’isolamento.

La figura di Orfeo, rappresentata come un personaggio complesso e minaccioso, aggiunge ulteriore tensione narrativa. La sua personalità arrogante e difensiva non solo serve a riflettere le sue fragilità, ma funge anche da specchio per il sistema che spesso protegge gli aggressori a scapito delle vittime.

Momenti di Introspezione

Uno degli aspetti più riusciti del film è la capacità di Viali di dare voce ai momenti di introspezione di Celeste. Scene come quella in ospedale con la zia e le telefonate notturne rivelano la sua vulnerabilità e il conflitto interiore. La preghiera condivisa con la zia rappresenta un momento di connessione e ricerca di conforto, mentre le telefonate provocatorie evidenziano il suo tentativo di trovare un senso in una vita che sembra sfuggirle.

Conclusione

"Fine Corsa" è un film che, attraverso un linguaggio visivo evocativo e una narrazione intensa, invita lo spettatore a riflettere su temi di grande attualità, come la vulnerabilità, l’abuso e la resilienza. La regia di Giorgio Viali riesce a catturare la complessità delle emozioni umane, portando il pubblico a confrontarsi con la realtà di personaggi che, pur nella loro sofferenza, cercano un modo per emergere. Questo film non è solo una rappresentazione della violenza, ma anche un inno alla speranza e alla capacità di riprendersi, anche quando sembra che la corsa verso la vita sia giunta alla fine.


CINEMA #INFERMERIA #ANTISTATO #ANTIGONE #ROTATORIA #ROTATORIE #FINECORSA #LILIANACAVANI #FOTOGRAFO #BIANNERO #VICENZA #REGISTA #PSEUDONIMO #PROFILO #PROTOTIPO #PAOLOBIANNERO #ROMANZOROSA #ROMANZO #MERCATONERO #MINUSCOLAPRO #MINUSCOLA #SOTTOCOSTO #BIGLIETTERIA #STAMPERIA #USOIMPROPRIO #GIORGIOVIALI #FATTACCIO #LIETOFINE #RACCONTO #PRIMOBACIO #PRIMOAMORE #IBRIDOLOVE #IBRIDA #IBRIDAZIONI #SCENEGGIATORE #SCENEGGIATRICE #MOSTRADELCINEMA #TEATRO #SOCIALMEDIA #REMAKER #VARIETY #ALLSINS #EURIDICESTREAM #PERSEFONE #VENEZIA82 #FOTOROMANZO #CELESTEMALFATTA #BIANCOENERO #BIANCONERISTA #FOTOGRAFODISCENA #FOTORITRATTO #FOTOSERVIZIO #SERVIZIOMODA #MEDIAGRAMMI #MEDIAGRAFIA #STILLSKIN #FEEDTHESNAKE #FEELTHESNAKE #SNAKELIKE #LIBIDOSHOW #LIBIDOLOVE #BODYLOVE #IBRIDOBODY #FASHIONFILM #OREFICERIA #FINECORSA #LIBIDO #LIBIDOCRAZIA #TEATROLIVE #ORDINEPUBBLICO #SERVIZIOURBANO #MEDIAGRAMMI

CANNIBALI

enter image description here

I Cannibali: Un Remake per i Tempi Moderni?

Giorgio Viali e la Minuscola Pro si preparano a rivisitare un classico del cinema italiano: I Cannibali di Liliana Cavani. Il remake, che vedrà Celeste Malfatta nei panni di Antigone, promette di riportare in auge la potente allegoria politica del film originale, adattandola però al contesto contemporaneo.

Il film del 1970, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, trasportava l'Antigone sofoclea in un futuro distopico, dove le strade di una città indistinta erano letteralmente tappezzate dai corpi delle vittime di una repressione violenta. Il rifiuto di Antigone di sottomettersi al regime, il suo desiderio di dare degna sepoltura al fratello, diventava un atto di ribellione, un faro di speranza in un panorama di indifferenza collettiva. L'aiuto inatteso di Tiresia, un misterioso straniero, amplificava la sfida contro il potere, finendo per trasformare il gesto individuale in una rivolta silenziosa, ma potente.

Il nuovo I Cannibali, per mano di Viali, si propone di rileggere questa storia emblematica attraverso una lente moderna. Mentre i dettagli della trama rimangono avvolti nel mistero, sappiamo che la celebre citazione iniziale, "Tu ci vedi ma pur vedendo non vedi in che abisso sei caduto," subirà una significativa trasformazione, diventando un'affermazione in prima persona: "Io ci vedo, ma pur vedendo non vedo in che abisso sono caduto." Questo piccolo ma significativo cambiamento suggerisce un'Antigone forse più introspettiva, il cui conflitto interiore è altrettanto importante, se non di più, rispetto alla lotta contro il regime.

La scelta di Celeste Malfatta, un'attrice nota per la sua intensità e capacità di interpretare personaggi complessi, appare particolarmente azzeccata. La sua Antigone dovrà certamente affrontare sfide attoriali di non poco conto, dovendo rendere credibile la determinazione della protagonista in un contesto che, si spera, saprà aggiornare l'iconografia del film originale senza snaturarne l'essenza.

Resta da vedere come Viali e la Minuscola Pro intendono affrontare la sfida di aggiornare un film così profondamente radicato nel suo tempo. Il 1969, con la sua carica di contestazione politica e violenza urbana, costituisce un contesto ineliminabile per comprendere il capolavoro di Cavani. Il successo del remake dipenderà dalla capacità di Viali di rendere attuale il messaggio del film, senza banalizzarlo o tradirne la complessità, ma piuttosto rispecchiando le nuove tensioni sociali e politiche del nostro tempo. La sfida è grande, ma le premesse, almeno sulla carta, sono intriganti. Non ci resta che attendere di vedere il risultato finale per valutare se questo nuovo I Cannibali saprà conquistare un posto degno di nota nella storia del cinema italiano.

CANNIBALI

enter image description here

Il Ritorno de "I Cannibali": Giorgio Viali e Minuscola Pro Rivisitano il Classico di Liliana Cavani

La grande città è ancora soffocata dai cadaveri insepolti, ma questa volta sarà Celeste Malfatta a guidare la sua Antigone in una nuova versione de "I Cannibali". Il regista e sceneggiatore Giorgio Viali, insieme alla casa di produzione Minuscola Pro, stanno lavorando al remake del film cult del 1970 diretto da Liliana Cavani.

Liberamente ispirato all'Antigone di Sofocle, il capolavoro di Cavani riambientava la tragica storia nell'Italia degli anni '70, in un presente distopico dominato dalla repressione di un regime totalitario. I passanti ignoravano i corpi abbandonati per le strade, finché Antigone non si ribellava per dare sepoltura al fratello morto durante le proteste. Un atto di disobbedienza civile che la portava alla condanna a morte insieme al misterioso Tiresia.

Ora Giorgio Viali si appresta a rileggere questo classico del cinema politico e di impegno civile, mantenendo intatta la potente allegoria sofoclea ma aggiornandola ai nostri tempi. "Vogliamo catturare lo stesso spirito di denuncia del film originale - ha dichiarato il regista - ma con uno sguardo rivolto alle sfide e alle inquietudini del presente. Antigone sarà ancora la voce di chi si oppone all'indifferenza e all'abuso di potere, ma la sua lotta assumerà nuove forme".

A vestire i panni dell'eroina greca sarà la talentuosa Celeste Malfatta, già apprezzata per le sue interpretazioni impegnate e la sua capacità di dare voce alle istanze sociali. "Sono onorata di poter reinterpretare un personaggio iconico come Antigone - ha commentato l'attrice - Un'occasione unica per riflettere sul nostro presente e sulle sfide che ancora ci attendono nella difesa dei valori di giustizia e umanità."

Le riprese de "I Cannibali" sono previste per i prossimi mesi, con la Minuscola Pro che sta già lavorando per assicurare una produzione di alto livello. Il remake del capolavoro di Liliana Cavani si preannuncia come uno degli eventi cinematografici più attesi della prossima stagione, in grado di riportare all'attualità una delle più potenti allegorie sul potere e la resistenza civile.