FINE CORSA

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"Fine Corsa" di Giorgio Viali è un film di rara intensità e profondità, che esplora con maestria il difficile tema del declino umano. Attraverso una serie di storie intrecciate, il regista ci conduce in un viaggio emotivo e visivo travolgente, costringendoci a confrontarci con le nostre stesse fragilità.

Fin dalla prima inquadratura, l'estetica del film cattura l'attenzione. Viali opta per una palette di colori spenti e desaturati, creando un'atmosfera opprimente che si riflette nell'interiorità dei personaggi. Le ambientazioni, spesso luoghi comuni come lavanderie o fermate di autobus, diventano quasi personaggi a sé stanti, con la loro grigia solitudine che amplifica il senso di isolamento dei protagonisti.

La narrazione si snoda attraverso una serie di capitoli che seguono le vicende di Celeste, una donna segnata da esperienze traumatiche e costretta a lottare per la sua sopravvivenza in un mondo che sembra volerla schiacciare. La sua interpretazione, magistrale, è un vortice di emozioni trattenute, di sguardi persi e di silenzi carichi di significato. L'attrice riesce a trasmettere con straordinaria efficacia la vulnerabilità e la forza di Celeste, una donna sospesa tra la rassegnazione e il desiderio di riscatto.

Accanto a lei, il personaggio di Orfeo, interpretato con inquietante carisma, rappresenta la faccia oscura della società, il lato più violento e predatorio dell'essere umano. Il confronto tra Celeste e Orfeo, carico di tensione e di rabbia repressa, diventa il fulcro attorno a cui ruota l'intera narrazione, un scontro impari tra la fragilità e la brutalità.

Particolarmente potente è la scena dell'abuso, realizzata con delicatezza e crudezza al tempo stesso. Viali riesce a trasmettere il dolore e l'umiliazione di Celeste senza mai scadere nel sensazionalismo, mantenendo un tono sobrio e rigoroso che amplifica l'impatto emotivo sullo spettatore.

Il regista non si limita tuttavia a raccontare una semplice storia di violenza e sopraffazione. "Fine Corsa" è un film che esplora le sfumature dell'animo umano, le crepe che si aprono nel nostro senso di identità quando siamo costretti ad affrontare l'inevitabile declino. Ogni protagonista, in modo diverso, si confronta con i propri fallimenti, con le scelte sbagliate e con la lotta per mantenere una parvenza di dignità in un mondo che sembra volerli schiacciare.

La forza di questo film risiede forza di questo film risiede nella sua capacità di restituire la complessità della condizione umana, senza giudizi morali o semplificazioni. Viali ci costringe a guardare in faccia la nostra fragilità, a confrontarci con le nostre paure e le nostre ipocrisie, in un viaggio emozionante e sconvolgente che ci lascia turbati ma anche profondamente riflettivi.

"Fine Corsa" è un capolavoro del cinema contemporaneo, un'opera d'arte che si imprime nella memoria dello spettatore, costringendolo a interrogarsi sulle proprie certezze e a cercare nuove vie di riscatto e di speranza. Un film che merita di essere visto e discusso, un'esperienza visiva ed emotiva di straordinaria potenza.


Recensione di Fine Corsa: Un'esplorazione cruda e potente della violenza e della solitudine

Fine Corsa, il film di Giorgio Viali, non è un'opera facile. Non si tratta di una narrazione lineare né di un'esperienza cinematografica confortevole. Piuttosto, è un'immersione cruda e spietata nella psiche di Celeste, una donna che lotta contro la violenza, la solitudine e la sua stessa incapacità di esprimere il dolore. Il film non offre risposte facili, né cerca di edulcorare la realtà della violenza domestica e del suo impatto devastante.

La forza di Fine Corsa risiede nella sua capacità di creare un'atmosfera densa di tensione e disagio, che pervade ogni scena. La regia asciutta e minimale, focalizzata sui dettagli e sulle espressioni dei personaggi, contribuisce a rendere l'esperienza visiva intensamente coinvolgente. L'assenza di una colonna sonora invasiva lascia spazio al silenzio, che diventa un personaggio a sé stante, amplificando la solitudine di Celeste e il peso della violenza subita.

Le scene, descritte con accuratezza nei materiali preparatori, sono ben costruite e funzionano efficacemente nel costruire la storia a ritmi lenti e ponderati. La scelta di focalizzarsi sulla prospettiva di Celeste, mostrandoci il suo mondo interiore attraverso sguardi, gesti e momenti di silenzio, è una scelta registica coraggiosa e di grande impatto. Vediamo la sua disperazione, la sua confusione, la sua lotta silenziosa contro un sistema che sembra non offrirle alcuna protezione.

Tuttavia, la mancanza di una struttura narrativa più definita potrebbe rappresentare un limite per alcuni spettatori. La trama, frammentata e non sempre lineare, richiede un impegno attivo da parte del pubblico, che deve ricostruire i pezzi del puzzle per comprendere appieno la storia. Questo approccio, pur apprezzabile per la sua originalità, potrebbe risultare frustrante per chi cerca una narrazione più tradizionale.

La performance attoriale è cruciale per la riuscita del film, e sarà fondamentale la capacità dell'attrice che interpreta Celeste di trasmettere tutta la complessità del suo personaggio, la sua fragilità e la sua silente forza. Il contrasto con Orfeo, il suo aggressore, sarà altrettanto importante per sottolineare la disuguaglianza di potere e la violenza insita nella loro relazione.

In conclusione, Fine Corsa è un film coraggioso e perturbante, che non lascia indifferenti. Non è un'opera per tutti, ma per chi è disposto ad affrontare un tema delicato e complesso con sguardo critico, è un'esperienza cinematografica intensa e memorabile. La sua forza risiede nella sua cruda onestà, nella sua capacità di farci sentire la solitudine e la disperazione di Celeste, e nell'invitare a una riflessione profonda sulla violenza e sulle sue conseguenze devastanti. La riuscita finale dipenderà fortemente dalla qualità della regia e delle interpretazioni, ma il potenziale per un film di grande impatto è indubbiamente presente.


FINE CORSA DI GIORGIO VIALI

FINE CORSA 2025

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Recensione del Film "Fine Corsa" di Giorgio Viali

"Fine Corsa", opera di Giorgio Viali, si presenta come un intenso e toccante viaggio attraverso le vite di Celeste e Orfeo, due figure emblematiche che incarnano la fragilità umana di fronte a contesti di abuso, isolamento e perdita. La narrazione è costruita attraverso una serie di scene che, pur nella loro semplicità apparente, si intrecciano in un racconto profondo e stratificato.

Atmosfera e Stile Visivo

Viali riesce a creare un'atmosfera palpabile di solitudine e tensione. Le ambientazioni, dalla lavanderia pubblica all’ufficio di polizia, sono impregnate di un realismo crudo che riflette le esperienze di vita dei personaggi. La scelta dei colori è significativa: tonalità fredde e desaturate accompagnano Celeste nel suo percorso di sofferenza, mentre momenti di calore, come quelli trascorsi con la madre, risaltano per il contrasto, rendendo la sua assenza ancora più straziante.

Le inquadrature sono studiate con attenzione, enfatizzando il distacco di Celeste dal mondo che la circonda. Scene come quella della fermata dell’autobus e delle pulizie notturne, in cui Celeste è circondata da altri personaggi ma comunque isolata, catturano perfettamente il senso di alienazione che permea la sua vita.

Tematiche e Personaggi

Il film affronta tematiche di grande rilevanza sociale, come la violenza di genere e le dinamiche di potere nelle relazioni. Celeste, interpretata con una sensibilità straordinaria, è una donna che vive in un costante stato di vulnerabilità, intrappolata in una spirale di abusi e indifferenza. La sua interazione con gli altri personaggi, dalla mamma alla zia, fino ai colleghi e Orfeo, evidenzia il contrasto tra la ricerca di connessione e la cruda realtà dell’isolamento.

La figura di Orfeo, rappresentata come un personaggio complesso e minaccioso, aggiunge ulteriore tensione narrativa. La sua personalità arrogante e difensiva non solo serve a riflettere le sue fragilità, ma funge anche da specchio per il sistema che spesso protegge gli aggressori a scapito delle vittime.

Momenti di Introspezione

Uno degli aspetti più riusciti del film è la capacità di Viali di dare voce ai momenti di introspezione di Celeste. Scene come quella in ospedale con la zia e le telefonate notturne rivelano la sua vulnerabilità e il conflitto interiore. La preghiera condivisa con la zia rappresenta un momento di connessione e ricerca di conforto, mentre le telefonate provocatorie evidenziano il suo tentativo di trovare un senso in una vita che sembra sfuggirle.

Conclusione

"Fine Corsa" è un film che, attraverso un linguaggio visivo evocativo e una narrazione intensa, invita lo spettatore a riflettere su temi di grande attualità, come la vulnerabilità, l’abuso e la resilienza. La regia di Giorgio Viali riesce a catturare la complessità delle emozioni umane, portando il pubblico a confrontarsi con la realtà di personaggi che, pur nella loro sofferenza, cercano un modo per emergere. Questo film non è solo una rappresentazione della violenza, ma anche un inno alla speranza e alla capacità di riprendersi, anche quando sembra che la corsa verso la vita sia giunta alla fine.


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FINE CORSA

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FINE CORSA DI GIORGIO VIALI

Scena 1: Lavanderia pubblica

Location: Una lavanderia pubblica, con macchine che girano e un odore di detersivo. Le pareti sono di un giallo sbiadito, con poster pubblicitari e un paio di tavolini in plastica.

Abbigliamento: - Celeste: Indossa un jeans strappato e una maglietta nera sbiadita, con una giacca di jeans. Ha un berretto di cotone e porta una borsa di plastica con i suoi vestiti. - Mamma: Vestita in modo casual, con un vestito estivo e sandali. Tiene la sua bambina avvolta in una copertina.

Dialogo: Mamma (cantando): "Ninna nanna, ninna oh, questo bimbo a chi lo do…" Celeste (sorridendo, ma in modo distante): "È dolce."

Indicazioni di recitazione: Celeste appare un po’ distante, osserva la mamma con una certa nostalgia. La mamma canta con dolcezza, mentre Celeste esce a fumare. La scena si concentra sul contrasto tra la gioia della maternità e la solitudine di Celeste.


Scena 2: Fermata dell'autobus

Location: Una fermata dell'autobus in una mattina grigia, con un cielo nuvoloso. Ci sono alcune panchine e un cartellone pubblicitario.

Abbigliamento: - Celeste: Indossa la stessa giacca di jeans, ma con una sciarpa che la protegge dal freddo. - Uomini: Vestiti in modo casual, con giacche pesanti e scarpe da ginnastica.

Dialogo: Celeste (tra sé e sé, guardando l'orologio): "Dove sei, autobus…" Uomo 1 (ridendo tra di loro): "Spero che non faccia tardi oggi."

Indicazioni di recitazione: Celeste è nervosa, si muove da una gamba all'altra. Gli uomini ridono e chiacchierano tra loro, mentre Celeste rimane in disparte, persa nei suoi pensieri.


Scena 3: Azienda metalmeccanica

Location: L’entrata di un’azienda metalmeccanica, con un grande cancello e un’area di carico e scarico. L’illuminazione è fredda e industriale.

Abbigliamento: - Celeste: Indossa una divisa da lavoro, con guanti e mascherina. - Collega: Indossa un abbigliamento simile, ma con un cappello di lana.

Dialogo: Collega (chiacchierando): "Hai visto che festa ieri? Mi sono divertita un sacco!" Celeste (con un sorriso forzato): "Sì, ho sentito…"

Indicazioni di recitazione: La collega parla animatamente mentre Celeste la ascolta, ma sembra distratta e non completamente presente. La scena mostra il contrasto tra la vita sociale della collega e l'isolamento di Celeste.


Scena 4: Ospedale

Location: Una stanza d'ospedale, con letti bianchi e attrezzature mediche. La luce è tenue e calma.

Abbigliamento: - Celeste: Indossa abiti casual, ma puliti, con una giacca leggera. - Zia Agata: In un pigiama da ospedale, con una coperta sulle gambe.

Dialogo: Zia Agata: "Preghiamo insieme, Celeste." Celeste (inginocchiandosi): "Sì, zia."

Indicazioni di recitazione: La scena è intima e carica di emozione. Celeste appare vulnerabile e desiderosa di connessione, mentre la zia cerca conforto nella preghiera.


Scena 5: Chiamata serale

Location: L’appartamento di Celeste, semplice e disordinato, con fotografie sparse e un computer acceso.

Abbigliamento: - Celeste: Indossa una t-shirt e pantaloni della tuta, con i capelli raccolti.

Dialogo: Celeste (al telefono): "Sì, ho visto il video… Ero… confusa. Non sapevo come sentirmi." Voce al telefono: "Descrivi cosa hai provato."

Indicazioni di recitazione: Celeste è nervosa e ansiosa, cerca di esprimere sentimenti complessi. La scena evidenzia il suo disagio e la sua vulnerabilità.


Scena 6: Pulizie notturne

Location: Un bar vuoto e silenzioso, con musica in lontananza.

Abbigliamento: - Celeste: Stessa divisa da lavoro, ma con un grembiule sopra.

Dialogo: (silenzio)

Indicazioni di recitazione: Celeste lavora in silenzio, la sua espressione è seria e concentrata. La scena crea un’atmosfera di solitudine e riflessione.


Scena 7: Accusa di violenza

Location: Ufficio di polizia, con scrivanie e documenti sparsi.

Abbigliamento: - Celeste: Indossa una giacca scura, appare più curata. - Poliziotta: In uniforme, con un blocco appunti.

Dialogo: Poliziotta: "Puoi raccontarmi cosa è successo?" Celeste (con voce tremante): "L’ho visto nel bagno… e poi…"

Indicazioni di recitazione: Celeste è visibilmente scossa, la sua voce è fragile. La poliziotta è professionale ma empatica, creando uno spazio sicuro per la testimonianza di Celeste.


Scena 8: Interrogatorio di Orfeo

Location: Stanza di interrogatorio, con una luce fredda e un tavolo al centro.

Abbigliamento: - Orfeo: Indossa una t-shirt nera e jeans, con i tatuaggi ben visibili.

Dialogo: Poliziotto: "Celeste ti accusa di violenza. Cosa hai da dire?" Orfeo (con tono scontroso): "Non l’ho toccata."

Indicazioni di recitazione: Orfeo è arrogante e difensivo, non mostra alcun segno di rimorso. La tensione è palpabile mentre il poliziotto lo osserva con scetticismo.


Queste scene intrecciano le vite di Celeste e Orfeo, mostrando le loro esperienze e come queste si scontrino in modi drammatici, creando una narrazione complessa e profonda.

Scene del racconto di Celeste

Scena 1: Lavanderia Pubblica

  • Location: Lavanderia a gettoni rumorosa e affollata. Macchine che vibrano, odore di detersivo.
  • Abbigliamento Celeste: Vestiti comodi e scuri, jeans e maglione, aspetto trascurato ma pulito. Capelli raccolti in una coda.
  • Abbigliamento Mamma: Vestiti pratici e semplici, jeans e maglietta.
  • Dialoghi: Nessun dialogo, solo i rumori della lavanderia e la nenia cantata dalla mamma alla bambina. La nenia è dolce e ripetitiva. Celeste tossisce e accende una sigaretta fuori dalla lavanderia, guardando con sguardo perso la mamma e la bambina.
  • Recitazione: Celeste è distaccata, osserva la scena con un misto di tristezza e apatia. La mamma è immersa nella sua maternità, serena e protettiva. L'atmosfera è carica di solitudine e contrasto tra la tenerezza materna e l'isolamento di Celeste.

Scena 2: Fermata dell'Autobus

  • Location: Fermata buia e desolata alle 5:30 del mattino.
  • Abbigliamento Celeste: Stesso abbigliamento della scena precedente. Appare stanca e svuotata.
  • Abbigliamento Uomini di Colore: Vestiti casual, alcuni con cappucci.
  • Dialoghi: Nessun dialogo, solo il silenzio pre-alba e il rumore di un motore lontano. Celeste è immersa nei suoi pensieri.
  • Recitazione: Celeste è introspettiva e isolata nonostante la presenza degli altri. L'atmosfera è fredda e tesa, sottolineando la sua solitudine.

Scena 3: Pulizie in Azienda (Mattina)

  • Location: Azienda metalmeccanica, spogliatoio e bagni.
  • Abbigliamento Celeste: Grembiule sopra i suoi vestiti.
  • Abbigliamento Collega: Abbigliamento casual, jeans e maglietta.
  • Abbigliamento Orfeo: Abiti da guardia giurata, visibili alcuni tatuaggi.
  • Dialoghi:
    • Collega: "(Ridendo) ...e poi lui si è messo a cantare! Una canzone orribile, ma io ridevo troppo per dirgli di smetterla..."
    • Celeste: (Risposta breve e laconica, per esempio un "Ah sì?")
  • Recitazione: Celeste è silenziosa ed efficiente, mentre la collega è chiacchierona e superficiale, enfatizzando il contrasto tra le due donne. Orfeo è impassibile e minaccioso, un'ombra silenziosa sullo sfondo.

Scena 4: Ospedale

  • Location: Stanza d'ospedale asettica e sterile.
  • Abbigliamento Celeste: Abiti puliti e sobri.
  • Abbigliamento Zia Agata: Pigiama d'ospedale.
  • Dialoghi:
    • Zia Agata: "Celeste, mia cara, inginocchiamoci e diciamo una preghiera insieme..."
    • Celeste: (Sottovoce, quasi senza voce) "Padre nostro..."
  • Recitazione: La scena deve trasmettere un senso di fragilità e di legame familiare nonostante il contesto difficile. L'atmosfera è pacata e malinconica.

Scena 5: Chiamata Telefonica

  • Location: Appartamento di Celeste, piccolo e spoglio.
  • Abbigliamento Celeste: Vestiti comodi.
  • Dialoghi: La voce maschile è sensuale e dominante. Celeste è fredda e meccanica nell'elencare dettagli sessuali. (Dialogo da scrivere in modo esplicito ma non volgare).
  • Recitazione: Celeste appare disincantata e quasi professionale nel descrivere le scene sessuali che le vengono richieste, come se recitasse un copione. La sua voce dovrebbe evidenziare una profonda mancanza di coinvolgimento emotivo.

Scena 6: Pulizie Notturne

  • Location: Bar vuoto e buio.
  • Abbigliamento Celeste: Vestiti comodi.
  • Dialoghi: Nessun dialogo.
  • Recitazione: L'atmosfera è inquietante e solitaria, sottolineando la natura alienante del lavoro di Celeste.

Scena 7: Lo Sperma

  • Location: Bagno dell'azienda.
  • Abbigliamento Celeste: Grembiule e vestiti da lavoro.
  • Dialoghi: Nessun dialogo.
  • Recitazione: La scena deve essere realizzata con attenzione e delicatezza, senza volgarità, ma mostrando la sofferenza di Celeste e il suo senso di impotenza. Il suo sguardo deve riflettere un misto di disgusto, curiosità e una silenziosa accettazione.

Scena 8: Interrogatorio Celeste

  • Location: Ufficio di polizia.
  • Abbigliamento Celeste: Vestiti semplici.
  • Dialoghi:
    • Poliziotta: "Signora, perché non ha denunciato l'accaduto prima?"
    • Celeste: "Avevo paura di perdere il lavoro. E speravo che non ci fossero conseguenze..."
  • Recitazione: Celeste è fragile ma determinata, la sua voce trema ma il suo sguardo è fisso. La poliziotta è professionale e comprensiva.

Scena 9: Interrogatorio Orfeo

  • Location: Ufficio di polizia.
  • Abbigliamento Orfeo: Vestiti da detenuto.
  • Dialoghi:
    • Poliziotto: "Orfeo, sappiamo che lei ha dei precedenti. La signora Celeste è incinta. Cosa ha da dire?"
    • Orfeo: (Risposta aggressiva e piena di negazioni).
  • Recitazione: Orfeo è arrogante e minaccioso, tentando di negare tutto con violenza. Il poliziotto mantiene la calma ma lo mette sotto pressione.

Questa descrizione dettagliata delle scene dovrebbe aiutare nella realizzazione del film. Ricorda di dare particolare enfasi all'espressione di Celeste, alla sua solitudine e alla sua progressiva presa di coscienza della violenza subita.

Scena 1 - La lavanderia pubblica Location: Lavanderia pubblica, mattina presto Abbigliamento: Celeste indossa un cappotto pesante e una sciarpa, la mamma ha una maglietta a maniche lunghe e pantaloni comodi. Dialogo: Mamma (cantando una ninna nanna): "Dormi piccina, dormi serena, ti porto con me, tu sei la mia stella." Celeste (guardando la mamma e la bambina): (silenzio) Indicazioni di recitazione: Celeste appare silenziosa e pensierosa, la mamma è dolce e premurosa con la sua bambina.

Scena 2 - Fermata dell'autobus Location: Fermata dell'autobus, mattino presto Abbigliamento: Celeste indossa un parka e jeans, gli altri tre uomini vestiti in modo casual. Dialogo: Celeste (salendo sull'autobus): (silenzio) Indicazioni di recitazione: Celeste appare distaccata e solitaria, gli altri passeggeri non interagiscono con lei.

Scena 3 - Pulizie nell'azienda Location: Azienda metalmeccanica, mattina Abbigliamento: Celeste e la sua collega indossano tute da lavoro e grembiuli. Dialogo: Collega: "Hai visto la festa di sabato scorso? Mi sono divertita un sacco, anche se ho bevuto un po' troppo. E ho conosciuto un tipo carino con cui sono andata a letto!" Celeste: (ascoltando in silenzio) Indicazioni di recitazione: Celeste appare concentrata sul suo lavoro, mentre la collega parla animatamente.

Scena 4 - Visita alla zia Location: Ospedale, mattina Abbigliamento: Celeste indossa abiti casual, la zia è vestita con una vestaglia d'ospedale. Dialogo: Zia Agata: "Figlia mia, vieni a pregare con me. Dobbiamo chiedere aiuto al Signore." Celeste: (inginocchiandosi) "Sì, zia. Preghiamo insieme." Indicazioni di recitazione: Celeste appare sottomessa e rispettosa nei confronti della zia, che le sembra dare un certo conforto.

Scena 5 - Chiamata notturna Location: Casa di Celeste, sera Abbigliamento: Celeste indossa una vestaglia. Dialogo: Celeste (al telefono): "Sì, ho visto i video che mi hai mandato. Ti posso dire che mi hanno provocato una sensazione di... disgusto e eccitazione allo stesso tempo." Indicazioni di recitazione: Celeste appare a disagio, ma allo stesso tempo determinata a svolgere il lavoro richiesto.

Scena 6 - Pulizie notturne Location: Bar, notte Abbigliamento: Celeste indossa una tuta da lavoro. Dialogo: (nessun dialogo) Indicazioni di recitazione: Celeste appare stanca e svogliata, esegue il suo lavoro in modo meccanico.

Scena 7 - L'abuso Location: Bagno dell'azienda, mattina Abbigliamento: Celeste indossa la sua tuta da lavoro, Orfeo è vestito con la sua divisa da guardia giurata. Dialogo: (nessun dialogo) Indicazioni di recitazione: Celeste appare turbata e disgustata, Orfeo mantiene un atteggiamento minaccioso e violento.

Scena 8 - Denuncia Location: Commissariato di polizia, due mesi dopo Abbigliamento: Celeste indossa abiti casual, la poliziotta è in divisa. Dialogo: Celeste: "

Fine Corsa: Un'Analisi del Significato Meccanico e una Visione Creativa

Definizione Meccanica dei Finecorsa

Il termine "finecorsa" in ambito meccanico si riferisce a un dispositivo di controllo progettato per arrestare automaticamente il movimento di organi o apparati, come carrelli e gru. Questi dispositivi sono essenziali per la sicurezza operativa, poiché prevengono urti o manovre pericolose che potrebbero causare danni materiali o lesioni. I finecorsa sono generalmente costituiti da un sensore di prossimità a contatto, che comprende un attuatore meccanicamente collegato a un contatto di uscita. Quando un oggetto interagisce con l'attuatore, il dispositivo attiva il contatto, stabilendo o interrompendo una connessione elettrica. Questo meccanismo è cruciale non solo nelle applicazioni industriali, ma anche in contesti quotidiani, come gli elettrodomestici, dove la sicurezza e l'affidabilità sono fondamentali.

Fine Corsa: La Serie di Racconti

La serie di racconti "Fine Corsa" si inserisce in un contesto narrativo che esplora il tema del declino, riflettendo metaforicamente sul funzionamento dei finecorsa meccanici. Ogni racconto si concentra sulla fase finale di un successo, che può essere sociale, politico, umano, artistico o imprenditoriale. La narrazione si sviluppa attorno a personaggi o brand che, dopo aver raggiunto apici di popolarità e notorietà, affrontano un inesorabile declino. Questo processo di discesa è spesso accompagnato da eventi sorprendenti e drammatici, che possono includere crisi legali, crolli economici o scossoni sociali.

Le storie di "Fine Corsa" si snodano attraverso una varietà di scenari, ciascuno dei quali illustra il fragile equilibrio tra successo e fallimento. I personaggi, che inizialmente brillano di luce propria, si trovano a dover affrontare le conseguenze delle loro azioni o le situazioni esterne che li sovrastano, costringendoli a un confronto con le proprie fragilità. Questa fase finale è rappresentata come un momento di introspezione e rivelazione, in cui i protagonisti devono confrontarsi con il loro passato e le scelte che li hanno portati a quel punto critico.

Progetto Visivo di Giorgio Viali

L'idea visiva di Giorgio Viali per "Fine Corsa" si propone di catturare l'essenza di questo tema di declino attraverso un linguaggio visivo evocativo e simbolico. La scelta dei colori, le inquadrature e le ambientazioni saranno studiati per trasmettere un senso di nostalgia e di caducità. Viali potrebbe optare per un'estetica che gioca con contrasti forti: scene di grande successo illuminate da luci brillanti accostate a momenti di oscurità e desolazione, rappresentando il passaggio da un'epoca di gloria a una di crisi.

Le immagini potrebbero includere simboli di progresso e decadimento, come edifici in rovina accanto a grattacieli scintillanti, o protagonisti che si riflettono in specchi rotti, suggerendo una frattura nell'identità. Ogni racconto, quindi, non solo narra una storia, ma crea un'opera visiva che invita lo spettatore a riflettere sul significato profondo del successo e del suo opposto, l'ineluttabile declino.

In conclusione, "Fine Corsa" si propone come una serie di racconti e videoracconti che, attraverso la loro narrazione e la loro dimensione visiva, esplorano il delicato equilibrio tra successo e fallimento, invitando il pubblico a una riflessione profonda sulla natura effimera della gloria e sull'importanza della resilienza di fronte al declino.

FINE CORSA

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FINE CORSA DI GIORGIO VIALI

Celeste si sentiva come se il mondo le fosse sfuggito di mano, un concetto astratto che non riusciva a afferrare. I suoi giorni erano scanditi da una routine che rasentava la monotonia, un ciclo di pulizie e riflessioni che la portavano a chiudersi in sé stessa. La lavanderia pubblica era uno dei pochi luoghi in cui si sentiva a suo agio, un angolo di normalità in una vita che sembrava sempre più precaria. La mamma con la bambina le ricordava la vita che avrebbe voluto, ma che sembrava impossibile da raggiungere. Il canto dolce della donna si mescolava con il rumore della lavatrice, creando un'atmosfera quasi surreale. Mentre fumava la sigaretta all'esterno, Celeste si sentiva distaccata, come se stesse osservando la scena da un vetro impenetrabile.

La mattina seguente, il viaggio per il lavoro iniziava prima dell'alba. La fermata dell'autobus era un luogo di attesa e di pensieri confusi, dove tre uomini di colore sembravano conversare tra loro, ma a lei non importava. L'autobus la portava all'azienda metalmeccanica, un luogo freddo e meccanico, proprio come il suo lavoro. Orfeo, la guardia giurata, era una presenza costante e inquietante; il suo silenzio e la sua imponente figura la facevano sentire vulnerabile. Nonostante non avessero mai scambiato una parola, Celeste avvertiva la sua energia bruta, una forza che la intimidiva.

Il lavoro con la collega era un modo per distrarsi, per dimenticare per un momento il peso della vita. Le chiacchiere sulla festa e sull'uomo con cui aveva passato la notte sembravano così lontane dalla sua realtà. Celeste si sentiva aliena, come se il mondo delle relazioni fosse un universo a parte, inaccessibile e distante. La pulizia dei bagni, lo svuotamento dei cestini, erano azioni che compiva in modo automatico, una danza di movimenti ripetitivi che le permettevano di rifugiarsi nei suoi pensieri.

Dopo il lavoro, la visita all'ospedale dalla zia Agata era un momento di connessione con il passato. Le preghiere che recitavano insieme erano un rituale che le dava conforto, ma che non poteva riempire il vuoto che sentiva dentro. L'assenza di relazioni affettive la tormentava, eppure non riusciva a spiegarsene il motivo. La sera, il lavoro extra di intrattenimento telefonico era un modo per guadagnare qualche soldo in più, ma anche un modo per evadere dalla sua vita monotona. Raccontare le sue reazioni ai video di pornografia era un atto di vulnerabilità che la metteva a disagio, ma che al contempo le dava una sensazione di potere su qualcosa che le era sempre sfuggito.

La routine di pulizie al bar di notte era un'altra dimensione, un altro mondo in cui si muoveva come un'ombra. L'oscurità le dava una strana sensazione di libertà, ma anche di solitudine. Ogni mattina, il ciclo ricominciava, e quel giorno non fu diverso. Entrando nell'azienda, un brivido le corse lungo la schiena quando vide Orfeo uscire dalla guardiola. L'atmosfera era tesa, e il bagno, un luogo di rifugio, si trasformò in un palcoscenico di una scelta inaspettata. Celeste si trovò a fronteggiare una realtà che l’avrebbe segnata per sempre.

Due mesi dopo, seduta davanti a una poliziotta, raccontava la sua storia. Le parole uscivano a fatica, ma la necessità di essere ascoltata la spingeva a continuare. Ogni domanda della poliziotta sembrava scavare più a fondo, rivelando paure e segreti che aveva tenuto nascosti. La paura di perdere il lavoro, la speranza di non avere conseguenze, tutto sembrava un ricordo distante. E ora, con una vita che cresceva dentro di lei, Celeste si trovava di fronte a un bivio, un momento in cui il passato e il futuro si intrecciavano in modi inaspettati e inquietanti.

Nell'altra stanza, Orfeo affrontava il suo interrogatorio. La sua negazione era scontata, ma il poliziotto non sembrava impressionato dalle sue parole. I precedenti penali di Orfeo lo seguivano come un'ombra, un memento della sua natura violenta e misogina. Mentre il poliziotto annotava le sue risposte, la tensione nell'aria era palpabile, un riflesso di un incontro che avrebbe avuto conseguenze ben oltre quella stanza.

Celeste e Orfeo, due mondi separati che si erano scontrati in un modo devastante, si trovavano ora a dover affrontare le ripercussioni delle loro azioni, in un intreccio di verità e menzogne, di paura e coraggio.


Fine Corsa: Un'Analisi del Significato Meccanico e una Visione Creativa

Definizione Meccanica dei Finecorsa

Il termine "finecorsa" in ambito meccanico si riferisce a un dispositivo di controllo progettato per arrestare automaticamente il movimento di organi o apparati, come carrelli e gru. Questi dispositivi sono essenziali per la sicurezza operativa, poiché prevengono urti o manovre pericolose che potrebbero causare danni materiali o lesioni. I finecorsa sono generalmente costituiti da un sensore di prossimità a contatto, che comprende un attuatore meccanicamente collegato a un contatto di uscita. Quando un oggetto interagisce con l'attuatore, il dispositivo attiva il contatto, stabilendo o interrompendo una connessione elettrica. Questo meccanismo è cruciale non solo nelle applicazioni industriali, ma anche in contesti quotidiani, come gli elettrodomestici, dove la sicurezza e l'affidabilità sono fondamentali.

Fine Corsa: La Serie di Racconti

La serie di racconti "Fine Corsa" si inserisce in un contesto narrativo che esplora il tema del declino, riflettendo metaforicamente sul funzionamento dei finecorsa meccanici. Ogni racconto si concentra sulla fase finale di un successo, che può essere sociale, politico, umano, artistico o imprenditoriale. La narrazione si sviluppa attorno a personaggi o brand che, dopo aver raggiunto apici di popolarità e notorietà, affrontano un inesorabile declino. Questo processo di discesa è spesso accompagnato da eventi sorprendenti e drammatici, che possono includere crisi legali, crolli economici o scossoni sociali.

Le storie di "Fine Corsa" si snodano attraverso una varietà di scenari, ciascuno dei quali illustra il fragile equilibrio tra successo e fallimento. I personaggi, che inizialmente brillano di luce propria, si trovano a dover affrontare le conseguenze delle loro azioni o le situazioni esterne che li sovrastano, costringendoli a un confronto con le proprie fragilità. Questa fase finale è rappresentata come un momento di introspezione e rivelazione, in cui i protagonisti devono confrontarsi con il loro passato e le scelte che li hanno portati a quel punto critico.

Progetto Visivo di Giorgio Viali

L'idea visiva di Giorgio Viali per "Fine Corsa" si propone di catturare l'essenza di questo tema di declino attraverso un linguaggio visivo evocativo e simbolico. La scelta dei colori, le inquadrature e le ambientazioni saranno studiati per trasmettere un senso di nostalgia e di caducità. Viali potrebbe optare per un'estetica che gioca con contrasti forti: scene di grande successo illuminate da luci brillanti accostate a momenti di oscurità e desolazione, rappresentando il passaggio da un'epoca di gloria a una di crisi.

Le immagini potrebbero includere simboli di progresso e decadimento, come edifici in rovina accanto a grattacieli scintillanti, o protagonisti che si riflettono in specchi rotti, suggerendo una frattura nell'identità. Ogni racconto, quindi, non solo narra una storia, ma crea un'opera visiva che invita lo spettatore a riflettere sul significato profondo del successo e del suo opposto, l'ineluttabile declino.

In conclusione, "Fine Corsa" si propone come una serie di racconti e videoracconti che, attraverso la loro narrazione e la loro dimensione visiva, esplorano il delicato equilibrio tra successo e fallimento, invitando il pubblico a una riflessione profonda sulla natura effimera della gloria e sull'importanza della resilienza di fronte al declino.

FINE CORSA

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FINE CORSA DI GIORGIO VIALI

Celeste, una donna di 32 anni, lavora come addetta alle pulizie in un'azienda metalmeccanica del nordest. Nonostante le sue precedenti esperienze di ricoveri in psichiatria per comportamenti socialmente pericolosi e il mancato completamento degli studi universitari a causa di problemi di salute, si è ritagliata una vita routinaria, divisa tra il lavoro part-time, le visite alla zia ricoverata in ospedale e sporadici incontri sessuali occasionali.

Il suo unico piacere è la fotografia e il cinema, a cui si dedica nel poco tempo libero. Celeste vive sola in un piccolo appartamento, senza una stabile relazione sentimentale, che in passato non le aveva creato particolari problemi.

Al lavoro, Celeste incontra Orfeo, la guardia giurata non armata dell'azienda, un uomo taciturno e dall'aspetto minaccioso, con cui non ha mai scambiato una parola. Un giorno, mentre Celeste pulisce i bagni, si imbatte in tracce di sperma nel lavandino. Dopo essersi accertata dell'assenza di Orfeo, Celeste compie un gesto inaspettato: raccoglie lo sperma con un dito e se lo infila in vagina.

Passano due mesi. Celeste si ritrova a sedere di fronte a una poliziotta, raccontando di essere stata violentata da Orfeo. Inizialmente aveva avuto paura di denunciare l'accaduto per non perdere il lavoro, sperando che non ci fossero conseguenze. Ma ora Celeste è rimasta incinta.

In un'altra stanza, un poliziotto interroga Orfeo, informandolo delle accuse di Celeste e della sua gravidanza. Orfeo nega categoricamente di averla violentata, ma il poliziotto lo mette in guardia sui suoi precedenti penali violenti e maschilisti.

Così si interrompe il racconto, lasciando aperte diverse domande sulla vicenda e sulle motivazioni che hanno portato Celeste a compiere quell'atto inaspettato...


Fine Corsa: Un'Analisi del Significato Meccanico e una Visione Creativa

Definizione Meccanica dei Finecorsa

Il termine "finecorsa" in ambito meccanico si riferisce a un dispositivo di controllo progettato per arrestare automaticamente il movimento di organi o apparati, come carrelli e gru. Questi dispositivi sono essenziali per la sicurezza operativa, poiché prevengono urti o manovre pericolose che potrebbero causare danni materiali o lesioni. I finecorsa sono generalmente costituiti da un sensore di prossimità a contatto, che comprende un attuatore meccanicamente collegato a un contatto di uscita. Quando un oggetto interagisce con l'attuatore, il dispositivo attiva il contatto, stabilendo o interrompendo una connessione elettrica. Questo meccanismo è cruciale non solo nelle applicazioni industriali, ma anche in contesti quotidiani, come gli elettrodomestici, dove la sicurezza e l'affidabilità sono fondamentali.

Fine Corsa: La Serie di Racconti

La serie di racconti "Fine Corsa" si inserisce in un contesto narrativo che esplora il tema del declino, riflettendo metaforicamente sul funzionamento dei finecorsa meccanici. Ogni racconto si concentra sulla fase finale di un successo, che può essere sociale, politico, umano, artistico o imprenditoriale. La narrazione si sviluppa attorno a personaggi o brand che, dopo aver raggiunto apici di popolarità e notorietà, affrontano un inesorabile declino. Questo processo di discesa è spesso accompagnato da eventi sorprendenti e drammatici, che possono includere crisi legali, crolli economici o scossoni sociali.

Le storie di "Fine Corsa" si snodano attraverso una varietà di scenari, ciascuno dei quali illustra il fragile equilibrio tra successo e fallimento. I personaggi, che inizialmente brillano di luce propria, si trovano a dover affrontare le conseguenze delle loro azioni o le situazioni esterne che li sovrastano, costringendoli a un confronto con le proprie fragilità. Questa fase finale è rappresentata come un momento di introspezione e rivelazione, in cui i protagonisti devono confrontarsi con il loro passato e le scelte che li hanno portati a quel punto critico.

Progetto Visivo di Giorgio Viali

L'idea visiva di Giorgio Viali per "Fine Corsa" si propone di catturare l'essenza di questo tema di declino attraverso un linguaggio visivo evocativo e simbolico. La scelta dei colori, le inquadrature e le ambientazioni saranno studiati per trasmettere un senso di nostalgia e di caducità. Viali potrebbe optare per un'estetica che gioca con contrasti forti: scene di grande successo illuminate da luci brillanti accostate a momenti di oscurità e desolazione, rappresentando il passaggio da un'epoca di gloria a una di crisi.

Le immagini potrebbero includere simboli di progresso e decadimento, come edifici in rovina accanto a grattacieli scintillanti, o protagonisti che si riflettono in specchi rotti, suggerendo una frattura nell'identità. Ogni racconto, quindi, non solo narra una storia, ma crea un'opera visiva che invita lo spettatore a riflettere sul significato profondo del successo e del suo opposto, l'ineluttabile declino.

In conclusione, "Fine Corsa" si propone come una serie di racconti e videoracconti che, attraverso la loro narrazione e la loro dimensione visiva, esplorano il delicato equilibrio tra successo e fallimento, invitando il pubblico a una riflessione profonda sulla natura effimera della gloria e sull'importanza della resilienza di fronte al declino.