ARCHIVIO

ARCHIVIO GIORGIO VIALI

OTTOBRE 2005

Bozza di sceneggiatura

Ottobre 2005

BOZZA SCENEGGIATURA DI “A SPOTLESS FOOTAGE” GIORGIO VIALI Ottobre 2005

INIZIO FILM – OMAGGIO A KEN LOACH – RIFF RAFF

1 – INTERNO SET – DAY Una giovane Ragazza è seduta sopra un materasso steso per terra. Vicino a lei un Ragazzo, un coetaneo. RIFF RAFF: “The story of Stevie, a construction worker, and his girlfriend, an unemployed pop singer.” RAGAZZO Sei bellissima. E coraggiosa. Forte e dolce insieme. Tenera e decisa. Ho paura. Paura di perdermi completamente dentro i tuoi occhi. Promettimi che mi amerai per sempre. Promettimi che non mi lascerai mai. Promettimi che il nostro amore non finirà mai. RAGAZZA Stringimi. Stringimi forte. Non ti lascerò mai.

TITOLI – “SEQUENZE IMMACOLATE” – DI GIORGIO VIALI

2 Scorrono i titoli. PRESENTAZIONE PAOLA

3 – INTERNO SET – DAY All'improvviso si cambia punto di vista. Si vede che in realtà siamo all'interno di un set. Modesto e spartano. Dietro la telecamera una donna, Paola, la regista. Un'altra Ragazza vicino a lei, Monica. PAOLA Ok. Questa è fatta. Gli attori si alzano, commentano la scena. RAGAZZO Quando ci si vede la prossima volta? La scena sfuma sul nero e compare una citazione.

TELEFONATA – OMAGGIO A MICHEL GONDRY

4 – INTERNO SALOTTO – EVENING Paola è seduta sul divano mentre legge un libro. Si alza, si avvicina al telefono. Si accovaccia vicino al telefono e piange amaramente. Un lungo pianto sconsolato. Alcuni flashback di Paola con un Ragazzo.

DIALOGO (PRIMO)

5 – INTERNO SALOTTO – DAY In salotto, Paola e Monica sono sedute e parlano. PAOLA Inventare una storia vuol dire farsi delle domande profonde, andare a pescare all'interno di quella ristretta cerchia di sentimenti che sorreggono e danno un senso alla vita. Vuol dire entrare in sé stessi, senza paura, e guardare quello che nascondiamo in fondo al nostro essere. Voce fuori campo di Monica, mentre Paola parla. MONICA La passione per il video l'ha completamente catturata. La telecamera è il suo terzo occhio, il suo motivo d'esistere, il mezzo per creare, costruire, dire, fare, inventare, il filtro che le permette di vedere la verità, di forzare i rapporti sociali consueti ed entrare in profondità in sé stessa e negli altri. Non avrei mai pensato che un piccolo strumento, come una videocamera digitale, potesse diventare un motivo d'esistere; mai avrei pensato che la capacità di riprodurre il reale potesse diventare una ragione di vita. PAOLA Mi sento come un animale allo zoo. Mi sento osservata. Non ho un lavoro. Non voglio un lavoro. Non per essere diversa dagli altri. Ma perché voglio occuparmi di qualcosa che mi piaccia veramente, che mi dia soddisfazione, che mi appassioni e che mi gratifichi. Sa di essere una specie in via d'estinzione, che va protetta prima che l'omologazione diventi generalizzata. Sa che è importante occuparsi dei sogni, dell'immaginario. È importante accudire questi sogni, confrontarsi con il proprio immaginario.

VIDEOCAMERA – OMAGGIO A DOGMA95

6 – INTERNO SET – MORNING Paola gioca con la telecamera. Riprende e si riprende. Parla davanti alla telecamera. Si rotola per terra con la telecamera in mano. “Thus I make my vow of chastity”

PROVINO

7 – INTERNO SET – MORNING Suona il campanello. Paola scende e va ad aprire. Entra una ragazza, Renata. Non si conoscono. Si danno la mano. Paola invita Renata a seguirla. RENATA Cosa devo fare? PAOLA Prendi questa rivista. Siediti. La sfogli. Senza guardare in camera. Senza curarti della mia presenza. Fai finta di essere sola. Stai sfogliando questa rivista. Cerca una foto, un'immagine pubblicitaria che ti piaccia. Non la più bella in senso oggettivo, quella che piace di più a te, che smuove qualcosa all'interno di te, dei tuoi sogni, della tua vita emozionale. Cercala. Questo è il tuo compito. Non guardare in camera. Quando l'hai trovata me lo dici. Renata sfoglia la rivista. Collage di riprese. Tra quelle dirette di Paola e quelle indirette che vedono Paola muoversi intorno a Renata. RENATA Fatto. Scelgo questa. PAOLA Fammi vedere. Paola appoggia la telecamera e si mette a guardare con attenzione l'immagine scelta. PAOLA Proveremo a ricostruirla. Con te come protagonista. Quando hai tempo? RENATA Domani no! Venerdì pomeriggio può andar bene? PAOLA D'accordo.

DIALOGO (SECONDO)

8 – INTERNO SALOTTO – DAY Paola e Monica sedute. Paola legge. Monica la guarda. Voce fuori campo di Monica. MONICA Paola è sola. I momenti di pianto non tendono a scendere, mediamente, nell'arco di una giornata. Il suo amore se n'è andato. L'amore incondizionato, la gioia e la spensieratezza più intensa. PAOLA Ti ringrazio per essermi vicina. E non so come altro ringraziarti se non con queste semplici parole. Monica si avvicina a Paola e l'abbraccia. PAOLA Stavo pensando a quali scene mi siano rimaste impresse di più. Ho cominciato a pensare a quale sia il film che più mi ha segnato. E il primo pensiero è andato ad American Beauty. Bellezza ancora. La scena del sacchetto che vola, che si muove trascinato dal vento. Una scena senza macchia. Se per macchia intendiamo il peccato originale umano, quello di voler dare un senso a tutte le cose. Nei film di solito non si parla di altri film. CIACK

9 – INTERNO SET – DAY È stato allestito un set che ricostruisce lo sfondo dell'immagine pubblicitaria. Renata è al centro del set. Paola le dà delle indicazioni su come mettersi. È presente anche Monica. Ricostruiscono l'immagine pubblicitaria che Renata aveva scelto.

RIFLESSIONI – OMAGGIO AD ANDERSON

10 – INTERNO SET – EVENING Paola e Monica commentano il lavoro del mattino. PAOLA C'è qualcosa che non mi torna. Manca qualcosa. E non so cosa. Non riesco a capire cosa sia. Ha a che fare con la casualità. Un qualche evento casuale sconvolge la tranquillità della scena. Come la pioggia di rane in Magnolia.

CARTON – OMAGGIO A GIBSON

11 – INTERNO SET – DAY Un grande scatolone. Qualcuno ci ha costruito dentro la sua casa. Uno scatolone arredato. Aperto da un lato. Ma non completamente. Disteso dentro lo scatolone che dorme una Ragazza. Dentro un sacco a pelo. Stringe tra le mani una piccola videocamera. “She desperately hopes that he has found the right carton.” “There are too many objects here, in this tiny space. Towels and blankets and cooking pots on cardboard shelves. Books. A small television.” From: “ALL TOMORROW’S PARTIES”

GRACE – OMAGGIO A DOGVILLE

12 – INTERNO SET – DAY Paola dirige una Modella, arrendevole e passiva che fa tutto quello che le viene chiesto. Senza lamentarsi. Senza discutere. Cambio di vestiti. Cambio di pettinatura. Cambio di posa. Paola parla a sé stessa. Monologo sulla differenza tra agire e subire.

FINE

13 – INTERNO SET – DAY Paola è seduta davanti a una telecamera. Una donna la sta intervistando. GIORNALISTA Siamo in compagnia di Paola Vertari, l'ideatrice ormai famosa di quella forma di psicoterapia che ha preso il nome di videoterapia. Vuole raccontarci come le è nata l'idea della Video-Terapia? PAOLA Anni fa mi sono accorta, facendo delle riprese a una modella, di quanto intima potesse essere un incontro di ripresa. E di come la telecamera riuscisse a mettere in luce aspetti della personalità altrimenti non visibili. La scena sfuma sul nero. Titoli di coda.

Fine.

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